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Il vento del cambiamento e il solito rischio di tafazzismo a sinistra.
Posted by drpbrock in Anche io bloggo..., italia, politica, sinistra on June 21, 2011
Partiamo da qui: P4.
Sta uscendo allo scoperto un bel polpettone di interessi divisi tra politica, imprese e gruppi di potere.
E’ ancora tutto avvolto da una bruma indefinita ed indefinibile creata ad arte da personaggi della prima repubblica dei quali forse ci siamo dimenticati troppo presto. Ed è un polpettone indigesto per il governo Berlusconi. L’ennesimo polpettone indigesto. Forse quello definitivo ma non ne sarei così sicuro…
Non sarà questa inchiesta a farli cadere come birilli. No. In Italia sta succedendo qualcos’altro e dopo amministrative e referendum è ormai chiaro che i cittadini vogliono riprendersi il loro paese con il voto democratico. Scrive bene Menichini oggi sul post: “l’unica sepoltura definitiva dell’epopea berlusconiana può e deve avvenire nella coscienza e nelle scelte degli elettori”.
Sta succedendo veramente e l’obiettivo numero uno per chi si chiama nel centro-sinistra ora è capire questa indignazione e raccordarla con quanto l’opposizione va dicendo ormai da anni. E’ forte ora il rischio di cadere nell’antipolitica; l’abbiamo visto in questi giorni ed è triste vedere che i primi a farlo sono proprio persone impegnate in politica da anni che oggi non esitano a mettere il cappello (ora di Grillo, ora dei movimenti, ora dei sindacati) ad un sentimento che è più generale, un insieme di idee che sta anche dentro il Partito Democratico e gli altri partiti di opposizione ma forse viene espresso in altri modi, con linguaggi che forse hanno un sapore più antico ma che penso siano ugualmente rispettabili.
Lasciamo stare i tanto discussi “dirigenti”… Chi può davvero affermare con onestà che circoli e militanti del PD non si siano davvero spesi al 101% duranti i recentissimi appuntamenti elettorali? Questo è il PD, la forza delle persone che lo vivono e si impegnano per esso, nonostante tutto.
Eppure qualcuno ci riesce sempre, puntuale come un orologio atomico…
E’ il classico tafazzismo della sinistra.
So che cado nella retorica ma quando ci facciamo del male così, da soli, questa è l’unica definizione plausibile.
Non è forse giunto il momento di lasciare da parte certe ruggini del passato, certi rancori da vecchi schieramenti per rendersi conto che tante persone (tra le quali il sottoscritto) hanno deciso di impegnarsi in politica senza alcun pregresso storico, senza un passato di apparato e per la sola (pura, innocente) volontà di cambiare in meglio questo paese per chi ci vive oggi e per chi verrà domani? Possiamo finire di spararci addosso e sederci tutti intorno allo stesso tavolo rotondo? E’ un’idea così malsana? Sono così alte le barriere che ci dividono? Io dico di no.
Berlusconeide… L’epopea continua.
Torno dal mio viaggio di nozze e cosa trovo? Un sindaco di sinistra a Milano. Di sinistra!
Mezzo varesotto strappato alla Lega Nord, le maggiori città alle urne passate al centro-sinistra.
Pidiellini nel panico o in fuga.
Sogno o son desto.
Ci ha pensato Berlusconi a riportarmi alla realtà. Indifferente alla mazzata ricevuta, l’uomo è ancora in grado di sorprendere tutti con dichiarazioni agghiaccianti del tipo:
Cioè, “se gli italiani sapessero”…
Io ero rimasto al fatto che un buon governo dovrebbe essere in grado di far percepire a cittadini ed elettori le azioni positive effettuate. E invece osservo un’Italia al palo, per l’ennesima volta sfanculata dall’Economist (noto giornale comunista), dove le disuguaglianze sociali aumentano anche per merito delle azioni irresponsabili di ministri e governo capitanati da questo signore.
Non è finita, secondo l’uomo gli italiani sarebbero disgustati dalla politica per “la rappresentazione distorta che ne danno TV e giornali”. Ed ecco che in RAI magicamente si profila all’orizzonte una epurazione di tutti i giornalisti e conduttori televisivi scomodi, da Santoro alla Gabanelli passando per Fazio, Floris e Dandini. Via!
Potrei continuare, gli argomenti sono tanti, ma voglio riservarmi qualche ragionamento più articolato nei prossimi giorni; devo ancora scaldare i motori dopo questa pausa di tre settimane…
E’ proprio vero, il fondo del barile non esiste e la decenza non fa sicuramente parte del DNA del centro-destra italiano, in grado di sorprenderci ogni giorno con comportamenti tanto illiberali da risultare quasi grotteschi e ridicoli.
L’eterna polemica sulle primarie…
Posted by drpbrock in Anche io bloggo..., politica, sinistra on May 18, 2011
Lo so, non è il tempo di fare polemiche. Con questo post non voglio crearne, voglio solamente fare una considerazione tranquilla e trasparente sul tema di queste benedette primarie. Sento in queste ore dire: “I candidati del PD sconfitti!”.
Ora, cerchiamo di capire cosa significa fare delle primarie di coalizione.
Significa che i partiti che si riconoscono in uno stesso orientamento politico (con le inevitabili differenze) mettono in corsa più candidati per una determinata carica politica o amministrativa (sindaco, presidente regionale/provinciale, spero a breve presidente del consiglio e quant’altro…) e i cittadini simpatizzanti per una certa area politica votano i candidati sulla base di programmi, preferenze, carisma o quant’altro. Il PD ha utilizzato con successo le primarie anche per le sue cariche interne (a differenza di altri!!!) e in coalizione non ha mai imposto il proprio pensiero (a meno di casi rari, vedi Napoli e con i risultati che conosciamo…) e il proprio candidato, accettando il rischio dell’affermazione di personalità provenienti da altri partiti alleati. Cosa che è successa a Milano con il risultato positivo che stiamo osservando in queste ore.
All’inizio il PD era titubante. Anche io lo sono stato in qualche caso. Si parlava di sconfitte, umiliazioni, etc. Ma la bellezza e la forza dello strumento delle primarie sta uscendo allo scoperto proprio ora, durante le “secondarie” (cit. D’Alema che dovrebbe farsi due pensate in merito) e nel Partito Democratico ce ne siamo accorti e festeggiamo non solo il successo di questo strumento ma una rinnovata fiducia dell’elettorato e dei militanti che oggi si sentono… Gasati (Lo diciamo? diciamolo!)!
Chi sembra non comprendere ancora la vittoria delle primarie sono altri che evidentemente godono nel mettere in difficoltà il principale partito di centro-sinistra, parlando di “sconfitta del PD!”. E’ il classico “spararsi nelle gambe” che caratterizza la sinistra da vent’anni, un evergreen che oggi si mostra indebolito ma nonostante tutto persiste.
A questi “altri” lasciatemi dire con tutta franchezza: non avete capito proprio nulla.
E adesso avanti. Ci sono le “terziarie” da vincere.