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Si riparte da Quarto. Dalle primarie per i parlamentari.

Dopo l’appuntamento di Bologna, l’avvio dei lavori di Prossima Lodi, ecco che a Quarto si discute del primato degli elettori.

Con il parere negativo della Corte Costituzionale in merito al referendum sulla legge elettorale, bisogna puntare ora l’attenzione su una vera necessità di riforma. Una riforma che dia nuovamente voce agli elettori e ai territori.

E il Partito Democratico dovrà essere protagonista di questa scelta. Anzitutto aprendo a primarie di partito in ogni collegio. Primarie libere, aperte, vere! Ed in ogni territorio. Dobbiamo superare in maniera veloce ed onesta la fase del “parlamento dei nominati”. Non esistono eredi al trono, in nessun territorio. Tutti si devono mettere in gioco.

Da Quarto uscirà una proposta per la prossima assemblea nazionale del PD del 20-12 Gennaio 2012.

Potete seguire il liveblogging della giornata sul sito di Pippo, oppure anche su Facebook, sulla pagina di Prossima Lodi.

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Grecia: "Una faccia una razza" vero oggi più che mai.

Sono tornato da un paio di giorni dalla Grecia. Un viaggio di lavoro nel quale sono stato per un giorno ad Atene (zona industriale, poco interessante e poco toccata dagli avvenimenti del centro… Mi ha coplito però vedere per la prima volta l’aeroporto internazionale di Atene “E. Venizelos” semi-deserto…) e tre giorni a Salonicco. Ho osservato parecchie situazioni, ho parlato con tante persone e mi sono fatto un’idea abbstanza precisa di quello che sta succedendo nel paese.

C’è delusione, a tutto campo. Al di là di facili generalismi della serie “la destra cattiva della Nea Democratia ha fatto il buco e ora i socialisti buoni del Pasok stanno cercando di ripararlo” è bene cercare di capire che la popolazione Greca si è risvegliata da una grande illusione e come dopo una sbornia, con un gran mal di testa. Per anni il bacino di voti dei due partiti si è retto su una grande illusione, quella dei lavoratori pubblici: ipersindacalizzati, decisamente in sovrannumero e molti dei quali impiegati in enti a dir poco agghiaccianti; un esempio abbstanza eclatante e noto? L’ente di salvaguardia del lago Kopais in Beozia… Un lago che si è prosciugato definitivamente nel 1930! Ha fatto poi il giro del mondo la pensione di anzianità di 1000 euro al mese per le figlie zitelle dei dipendenti pubblici che costa alla Grecia più di 500 milioni di euro all’anno!
Personalmente ho avuto l’esperienza di collaborare alla lontana con un ente per la costruzione stradale (tipo ANAS). Ogni volta che visito alcuni clienti si parla di una strada nuova in costruzione tra x ed y. Beh, i miei colleghi che seguivano commercialmente il paese prima di me raccontano la stessa cosa da 20 anni…
A questo punto ditemi voi se il taglio del 20% agli stipendi pubblici e il blocco degli scatti fino al 2014 (una delle manovre del governo Papandreou) è un provvedimento ingiusto.

La delusione dei Greci arriva prevalentemente da chi, lavoratore del settore privato, si è visto aumentare l’IVA (dal 19% al 23%) e le accise sui carburanti, alcool e tabacchi (mi raccontano tra l’altro che molta gente ha iniziato a fumare e, più preoccupante, il tasso di suicidi è aumentato notevolmente). Ho raccolto qualche testimonianza che vi riporto

Leonidas, lavoratore di una società privata del settore costruzioni, mi racconta che gli ellenici sembrano essersi risvegliati da un grande torpore. Mai si sarebbe aspettato una reazioni simile dai suoi compatrioti e a suo dire è comprensibile; la corruzione e il malcostume erano arrivati a livelli intollerabili. Due generazioni di Papandreou (sx) e tre generazioni di Karamalis (dx) hanno retto il paese per decenni e il livello di clienteralismo è arrivato a livelli spaventosi. C’è rabbia nelle sue parole, rassegnazione e preoccupazione per le sorti della sua famiglia e del suo paese.

Dimitra fa la cameriera presso una delle caffeterie della centralissima Piazza Aristotelous. Mi racconta come nei giovani c’è smarrimento e incertezza per il futuro; per questo alcuni si sentono attratti dai movimenti più violenti e facinorosi. La movida (comunque numerosa e allegra) sul lungomare e nei locali che si affacciano sul mare nasconde a fatica la preoccupazione di chi ha studiato per anni e ora rischia di restare senza lavoro in un paese dall’economia stagnante e con scarse prospettive di crescita e sviluppo. E’ ancora presto per dire se conviene o meno lasciare il paese ma resta il fatto che molti giovani ci stanno seriamente pensando.

Ioannis è un imprenditore del settore navale. La crisi loro hanno cominciato a viverla più di un anno fa, come tanti altri piccoli imprenditori in svariati settori industriali. L’unica ancora di salvezza per loro sembra essere l’export verso paesi più ricchi e finanziariamente solidi perchè il destino, per chi vende prodotti solo a clienti in Grecia, è di vedere pagamenti con tempi biblici e difficoltà crescenti ad ottenre il credito dalle banche che in questo paese, forse più che altrove, hanno chiuso i rubinetti da molto tempo.

Questo è un breve spaccato di quello che ho osservato la scorsa settimana. Al mio ritorno sono stato investito da notizie particolarmente inquietanti anche nel nostro paese.

Tagli ulteriori alla spesa pubblica e al pubblico impiego.
Aumento IRPEF Regionale dove i bilanci sono in dissesto.
Iniziative che seguono i tagli alla scuola, all’università, alla ricerca, all’istruzione…

Senza nascondersi dietro un dito (come fanno alcuni sindacati), in certe situazioni le aziende pubbliche sono gestite male anche da noi e il taglio agli sprechi è sacrosanto! E’ il caso ad esempio della Regione Sicilia, tutt’altro che virtuosa (l’articolo citato rappresenta un caso eclatante di paraculismo politico) dato che impiega più personale che la White House a Washington D.C.! E’ però sbagliato perseverare in questa politica dei tagli indiscriminati ed operare chirurgicamente sulle situazioni più eclatanti (forse non abbiamo il bonus-zitella ma aben vedere di sprechi ed enti inutili ne abbiamo tanti anche noi)… Quei “buchi neri” mangiasoldi che anche da noi spesso risultano intoccabili perchè sono miniere a cielo aperto di voti.

Insomma, in Italia come in Grecia si richiedono sacrifici ai cittadini comuni, quelli che studiano, lavorano e comprano. E nessuno batte ciglio al momento perchè si tratta ancora di parole. Mi domando, cosa succederà alla prova dei fatti? Anche un ragazzo con cui ho parlato ad Atene mi raccontava che tutti consideravano l’opinione pubblica e la coscienza morale della Grecia addormentate profondamente… 200.000 persone in Piazza Syntagma, decine di cortei e purtroppo anche episodi di violenza fatali. Nessuno se lo aspettava.

Ecco, ho cercato di fare una analisi-confronto delle due situazioni.

Come amano dire i miei amici dell’Attica: “Una faccia una razza“. Italia e Grecia, unite da un comune destino.

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