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Si riparte da Quarto. Dalle primarie per i parlamentari.
Dopo l’appuntamento di Bologna, l’avvio dei lavori di Prossima Lodi, ecco che a Quarto si discute del primato degli elettori.
Con il parere negativo della Corte Costituzionale in merito al referendum sulla legge elettorale, bisogna puntare ora l’attenzione su una vera necessità di riforma. Una riforma che dia nuovamente voce agli elettori e ai territori.
E il Partito Democratico dovrà essere protagonista di questa scelta. Anzitutto aprendo a primarie di partito in ogni collegio. Primarie libere, aperte, vere! Ed in ogni territorio. Dobbiamo superare in maniera veloce ed onesta la fase del “parlamento dei nominati”. Non esistono eredi al trono, in nessun territorio. Tutti si devono mettere in gioco.
Da Quarto uscirà una proposta per la prossima assemblea nazionale del PD del 20-12 Gennaio 2012.
Potete seguire il liveblogging della giornata sul sito di Pippo, oppure anche su Facebook, sulla pagina di Prossima Lodi.
Provincia di Lodi. Tutta la “tragedia” in due atti.
Ci risiamo. Era inevitabile a ben pensarci.
Dopo le buffonate di Agosto (che ho tentato di descrivere e commentare in questo post) con la manovra Monti vengono tagliate nuovamente le province, come già detto. Non si tratta di un taglio vero e proprio ma di un alleggerimento della struttura. Io personalmente apprezzo lo sforzo riformatore, oltre ogni populismo ma ripeto che resta molto da fare per evitare paralisi amministrative che non givoerebbero a nessuno.
Detto ciò apprendo dal giornale locale, Il Cittadino (dove l’umore sarà alle stelle immagino, in seguito al taglio dei fondi anche ai giornali diocesani…) che ieri una compagine dei nostri amministratori provinciali, in particolare il dinamico trio Capezzera (PDL), Ferrari (Lega Nord) e Codari (PDL), si è recato a Roma, riuniti in assemblea insieme ad altri rappresentanti dell’UPI per protestare contro questa decisione. Pare che l’Unione delle Province Italiane voglia fare ricorso alla Corte Costituzionale. Faccio qualche quote con commento a margine:
«Un disastro in tutte le direzioni. Oltre agli evidenti limiti di incostituzionalità – continua Capezzera – il decreto va nella direzione di scardinare gravemente sia ruoli che le importanti funzioni delle Province, riducendole a pseudo enti intermedi con il compito di amministrare patrimoni collettivi senza mandato popolare, trasferendo molte delle competenze ad altri enti e mantenendo, però, tutto l’apparato amministrativo».
Singolare che si parli di “evidenti limiti di costituzionalita” in presenza e a nome anche di uno dei fautori locali del famigerato “parlamento padano” (Alfredo Ferrari, per chi non ne fosse a conoscenza, è un padano vero). Forse in quel caso la costituzione non è così importante. In merito a quanto “grave” sia questa decisione, mi riserbo di leggere nel dettaglio le linee dettate dal governo. Leggendo i comunicati si intende che le province avranno funzioni di “indirizzo politico e di coordinamento delle attività dei Comuni nelle materie e nei limiti indicati con legge statale o regionale” e forse è meglio così. Un richiamo al vero ruolo di responsabilità di chi amministra la provincia ovvero quello di rendere coeso ed efficiente un territorio. Troppo spesso a mio avviso si gioca a fare i “piccoli politici” e così coesione ed efficienza vanno a farsi benedire.
L’assessore insiste poi su quanto già detto dal presidente Pietro Foroni, ossia che il risparmio ottenuto sarà minimo: «Le Province costituiscono circa l’1,4% della spesa pubblica del paese»
Sono pur sempre 500 milioni di euro. Capezzera dovrebbe farsi due domande. Ad esempio perchè dal suo partito (PDL) e dal precedente governo è uscita la fantastica idea di concedere a costo zero (leggasi regalare!) all’oligarchia televisiva RAI + Mediaset le vecchie frequenze analogiche UHF? Un’asta avrebbe fruttato da 4 ai 7 miliardi di euro (Negli USA una simile asta ne ha fruttati ben 20 di miliardi). Chissà chi ne avrà vantaggio… Mah…
Vediamo come andrà a finire questa ennesima tragedia. Certamente i quotidiani locali ne farà una copertura completa mettendo in risalto la disperazione di questi nostri amministratori. Di sicuro tornerò a commentare la cosa nei prossimi giorni.
