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Si riparte da Quarto. Dalle primarie per i parlamentari.
Dopo l’appuntamento di Bologna, l’avvio dei lavori di Prossima Lodi, ecco che a Quarto si discute del primato degli elettori.
Con il parere negativo della Corte Costituzionale in merito al referendum sulla legge elettorale, bisogna puntare ora l’attenzione su una vera necessità di riforma. Una riforma che dia nuovamente voce agli elettori e ai territori.
E il Partito Democratico dovrà essere protagonista di questa scelta. Anzitutto aprendo a primarie di partito in ogni collegio. Primarie libere, aperte, vere! Ed in ogni territorio. Dobbiamo superare in maniera veloce ed onesta la fase del “parlamento dei nominati”. Non esistono eredi al trono, in nessun territorio. Tutti si devono mettere in gioco.
Da Quarto uscirà una proposta per la prossima assemblea nazionale del PD del 20-12 Gennaio 2012.
Potete seguire il liveblogging della giornata sul sito di Pippo, oppure anche su Facebook, sulla pagina di Prossima Lodi.
Il PD in piazza. Piazza di popolo tra luci ed ombre.
La piazza del PD ieri a Roma e’ sembrata convincente sotto certi aspetti. Una bella piazza di popolo, colarata, appassionata. Anzitutto vi suggerisco di leggervi il liveblogging dell’evento, sul sito del PD.
Ora qualche considerazione personale. Luci ed ombre dalla giornata di ieri.
Bene i contenuti, bene le proposte e il forte richiamo alla responsabilita’ (quella vera) di chi fa politica per il futuro del paese e delle future generazioni di Italiani:
“Noi chiamiamo tutto questo Ricostruzione. E’ il messaggio di Piazza San Giovanni. Ricostruzione. Ricostruzione della fiducia e della speranza. Ricostruzione di una democrazia costituzionale piena e funzionante. Ricostruzione di un patto sociale e di sviluppo sostenibile. Di una nuova mappa di diritti umani, civili, sociali e insieme di nuovi doveri e responsabilità verso gli altri”
“Nessuno sarà abbandonato, nessuna scelta sarà dimenticata ma il lavoro dei giovani sarà la bussola. Perché se l’Italia vuole avere un futuro deve mettere al lavoro la nuova generazione. Sappiamo anche da dove cominciare…dalla politica, dalla sua riforma…”
Parole che, sono sicuro, saranno tramutate in realtà a tempo zero una volta al governo. Perche’ quando al governo ci va gente seria e per bene, il paese si risolleva lavorando sodo e da subito con in testa solo il bene comune.
Mi rendo conto che Bersani, in un’ora di comizio, non puo’ trattare tutto lo scibile umano e le necessita’ del paese. Due parole in piu’ sulla democrazia non mi sarebbero dispiaciute, a cominciare dalla richiesta espressa verso la direzione nazionale, di primarie libere ed aperte per la scelta dei candidati al parlamento, petizione sostenuta da Prossima Fermata Italia.
E’ il momento di rivolgersi a tutti gli italiani, anche a quelli che fino ad oggi non ci hanno dato fiducia, perche’ sono disorientati e persi in questo momento.
Non mi sono piaciuti invece i richiami al partito. Richiami all’unita’ e al “Follow the leader” incondizionato, quando invece ci sarebbe bisogno di dialogare con tutte le anime di questo partito. Ora come non mai, ad ogni livello, e’ necessario convocare una assemblea seria, non una vetrina per i soliti volti ma uno spazio di discussione e di costruzione dell’anima di questo partito che ancora stenta a prendere il volo! Civati, Serracchiani, Zingaretti, anche Renzi… Tutte persone che hanno qualcosa da dire e che meritano ascolto, nonostante le differenze, nonostante i caratteri diversi. Nonostante simpatie ed antipatie.
Con i fischi a Renzi non andiamo da nessuna parte! Chiudere ogni dialogo ora e’ da irresponsabili. E due parole di richiamo in merito al rispetto delle opinioni non avrebbe stonato.
Altra cosa che non mi e’ piaciuta, la tristissima frase di Bersani sulla comunicazione.
“la comunicazione sta alla politica come la finanza all’economia”
Non ci siamo. Ma proprio per niente. Questa frase e’ lo specchio del disastro comunicativo del nostro partito. Forse Bersani confonde comunicazione (nel senso ampio del termine) con populismo. Si possono avere le migliori idee del mondo ma bisogna essere in grado di veicolarle con i giusti mezzi comunicativi e con i giusti modi. Come dice Civati, un errore comunicativo e’ subito tramutato in errore politico. Verissimo.
Il 2011 e’ l’anno di Twitter, di Facebook, della comunicazione a doppio senso e non tramite staff di persone che twittano al posto del segretario nazionale del primo partito del paese!
Impariamo dalla campagna elettorale dei democratici americani del 2007/2008. Come ho piu’ volte sottolineato a molti amici e compagni, oggi e’ arrivato anche il tempo di internet e delle nuove strategie comunicative. Non possiamo piu’ affidarci solo a volantini e gazebo (comunque importanti).
Oggi e’ anche giunto il tempo di far sentire la politica vicina alle persone, come e’ stato fatto durante la bellissima campagna elettorale per le amministrative milanesi! Il tempo del coraggio e delle parole coraggiose. A Roma, in Italia. Nel Lodigiano.
Di riti e parole di circostanza la gente e’ un po’stufa.