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“L’utopia possibile” di Peppo Castelvecchio.

Oggi vi parlo di un libro. O meglio, di una vita.

Il libro si intitola “L’utopia possibile” (Bevivino editore), la vita è quella di Giuseppe “Peppo” Castelvecchio.

Una vita, quella di Peppo, alla ricerca di un sogno, di un’utopia, ovvero quella di superare l’emarginazione sociale, il pregiudizio, il perbenismo che allontana dalla società quelle persone che nella loro vita hanno trovato uno o più ostacoli sulla loro strada e che invece avrebbero solo bisogno di ascolto ed aiuto per potersi reinserire a pieno titolo in quella stessa società che troppo spesso li mette da parte.

Un pericolo ancora più grande oggi, in questo spietato contesto sociale ed economico, contesto al quale Peppo sta guardando in questi anni con attenzione anche attraverso il progetto di social housing che sta mettendo in cantiere a Castiraga Vidardo, per venire proprio incontro a queste nuove emergenze che purtroppo sembrano invisibili ma aumentano nel silenzio, giorno dopo giorno.

Il social housing prevede la realizzazione di alcuni mini-appartamenti destinati a quelle persone e famiglie che per svariati problemi si sono ritrovati senza casa e senza soldi; Il ricavato dalla vendita di “L’utopia possibile” andrà a pieno sostegno di questa iniziativa.

Peppo ha seguito per anni don Leandro Rossi nella sua avventura di Famiglia Nuova. Da li la sua formazione, il suo impegno per gli ultimi ed in particolare i tossicodipendenti.

Nel 1982, apre la comunità di Famiglia Nuova di Monte Oliveto a Castiraga Vidardo. Non tra poche difficoltà. Peppo le racconta bene nel suo libro. Difficoltà con l’amministrazione, con i cittadini e su tutto la pesante ombra del pregiudizio, forse il peggior nemico di chi vuole re-integrarsi. Dal 1991 diventa comunità autonoma e cooperativa sotto il nome di “Il Pellicano”.

Tanti le storie che si sono incrociate in quasi 30 anni di presenza sul territorio vidardese e lodigiano. Tanti i volti che si sono incontrati, le sfide, le occasioni di gioia e di crescita. Tante le occasioni per mettersi a confronto con vecchie e nuove situazioni di disagio, dalla tossicodipendenza, alla disabilità, al problema dell’immigrazione e delle nuove dinamiche sociali che ne conseguono e che dobbiamo affrontare con intelligenza e coraggio, non fuggire dietro i facili rifugi della paura e dell’odio.

E Peppo le racconta tutte in questo libro, che racconta la vicenda di persone coraggiose e profondamente umane.

Una lettura molto consigliata insomma. È possibile acquistare il volume durante le numerose serate di presentazione nel Lodigiano oppure direttamente presso la comunità Il Pellicano, il località Monte Oliveto a Castiraga Vidardo.

 

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Buon anno 2012!

Un po’ per pigrizia, un po’ per distrazione (ero in fase di “decompressione” dopo un anno incredibilmente pesante, credetemi) mi sono dimenticato di postare qualcosa per Natale.

Almeno due parole prima che finisca l’anno le voglio dire. Solo poche parole, non voglio farvi crollare dal sonno dopo le prime tre righe :) .

Spero che il 2012 sia l’anno della ragionevolezza e del buonsenso. Dalla politica fino ad arrivare ai rapporti tra le persone. Che non ci si dimentichi presto che dietro ai “nemici da schiacciare” in nome del denaro, del successo e della carriera, esistono persone e famiglie. E vite umane.

Che sia l’anno della sobrietà. Tanti italiani vivono come ubriachi dopo diciassette anni di cuccagna virtuale e si trovano ad affrontare problemi seri. Perchè i bambini vestiti firmati di tutto punto, i SUV parcheggiati sulle piste ciclabili, la Milano chic dei party e delle discoteche piene di cafoni da piccolo schermo diventi un ricordo.

E infine spero sia l’anno del digitale. Che si capisca, anche qui tra i campi e le cascine del Lodigiano, che lo sviluppo passa anche dalla novità, dall’innovazione, dai giovani e dal coraggio di mettersi in discussione e non solo dal re-iterarsi delle solite quattro frasi fatte e delle “tradizioni” che pur importanti non ci porteranno mai nel futuro.

Buon anno 2012!

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Chiude il “Grande Fratello”. Si aprono i cervelli… Forse.

AVVERTENZA: questo post avrà il gusto acido ed amaro del travaso di bile. Siete avvisati.

12 anni di Grande Fratello e finalmente vediamo una luce in fondo al tunnel! Signori, SI CHIUDE! Dopo di lui, tutti gli altri programmi da quattro soldi cadranno nell’oblio come birilli finalmente!

Le rare volte che mi è capitato di incappare in questa trasmissione durante gli zapping annoiati degli ultimi anni, credo di aver solo percepito il livello di sub-umanità di questo tipo di trasmissioni… E mi è bastato sinceramente. I reality: cosa ci fosse di così reale poi, me lo sono sempre chiesto.

Realtà per me è la sveglia che suona tutti i giorni alle 6.30. Il traffico della tangenziale, il cartellino, il lavoro, la famiglia le bollette. E penso che questa sia la realtà della maggior parte dei lettori di questo blog [Everyday Show vuol dire anche quello: ogni giorno è uno spettacolo diverso, ed è bello così, nella sua intrinseca e normale quotidianità].

Non vorrei sembrare moralista ma, con i cinepanettoni finalmente in declino e i reality show sulla via del tramonto mi sento meglio. Sollevato, veramente.

Sono comunque lontano dal cantare la vittoria della ragione sulla cafonaggine italica e l’ignoranza annessa che hanno imperato per anni in questo paese e soprattutto nella mia generazione.
Quella cafonaggine per la quale schiere di babbei si sono sentiti qualcuno solo perchè avevano frequentato la discoteca x o il discopub y solo per farsi notare o fotografare in compagnia di personaggi semi-analfabeti, con la sola “fortuna” di aver fatto qualche comparsata sul piccolo schermo.

Piccoli passi. Perché la fuori di cafoni purtroppo ce ne sono ancora tanti, troppi. Forse pian piano anche questo paese sta mutando.

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