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La “Lega Nord di opposizione”. Parte seconda.

Continua la triste epopea del popolo padano. A sentirli piangere e strillare ogni giorno viene naturale chiedersi se fino a ieri al governo non ci fossero, che ne so, i Klingon… E invece c’erano proprio loro! I nostri amici del prato di Pontida, i campioni del nord che lavora (sic…)! Quelli della Lega Nord appunto!

Dopo la chicca di Buonanno (“La Padania esiste perchè esiste il Grana Padano [...]“) che non commentero’, ecco che leggo da più parti (anche sui giornali locali del Lodigiano) la strenua difesa del federalismo leghista (salvo poi nei fatti, manovra corretiva dopo manovra correttiva, azzerare ogni possibile beneficio di una riforma [riforma?! Ma che cazzo sto dicendo?] in tal senso), della legittimità popolare di questo governo (ma non era il parlamento ad essere sovrano? E non è il parlamento a concedere fiducia ad un governo? Mi sa che qualcuno deve ripassarsi la Costituzione della Repubblica Italiana, a maggior ragione quando poi viene a fare al sottoscritto le lezioni cattedratiche su cosa vuol dire “democrazia rappresentativa”) che ancora non ha mosso un muscolo e comunque non deve (non dovrebbe) essere giudicato ne positivamente ne negativamente.

Si sta provando il gioco delle tre carte, come è naturale. Una Lega Nord con un calo pauroso di popolarità, cerca di confondere le acque in merito a responsabilità e inadeguatezze mettendosi la maschera dell’opposizione di popolo.

Riusciremo almeno questa volta a smascherare questa farsa? A far sì che gli italiani del nord possano vedere veramente l’incosistenza del progetto leghista? Proviamo a fermare questa deriva al ribasso dell’intelligenza, magari da subito, sul nascere?

Dai, facciamolo!

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Oggi nasce Prossima Lodi

Questa mattina abbiamo presentato alla stampa e al pubblico il gruppo di Prossima Lodi, ovvero l’attuazione Lodigana di Prossima Italia, promossa da Giuseppe Civati (consigliere regionale PD, Lombardia) e Debora Serracchiani (eurodeputato PD).

Proprio Giuseppe Civati sarà a Lodi mercoledì 30 novembre (presso il teatro Informagiovani, via Paolo Gorini n. 21,)  per il lancio di Prossima Lodi.  La serata si pone l’obiettivo di rompere gli schemi del classico dibattito, favorendo il confronto diretto tra i tutti i partecipanti, come nello spirito di tutte le iniziative promosse da Prossima Italia.

Uno degli obiettivi di Prossima Lodi è di innovare le forme comunicative della politica per favorire la partecipazione attiva delle persone, creare occasioni d’incontro tra società civile e Partito Democratico.

Prossima Lodi nasce per mettere in rete persone e realtà locali interessate ai temi del rinnovamento e del merito, della partecipazione e della trasparenza, della legalità e della riduzione dei costi della politica. Un attenzione particolare è rivolta alle tematiche ambientali, allo sviluppo sostenibile e a politiche che favoriscano la solidarietà e l’inclusione sociale.

Durante la Conferenza stampa di questa mattina, hanno partecipato anche consiglieri comunali da diversi paesi e città del Lodigiano ed esponenti del PD del Lodigiano che hanno aderito a questo gruppo; guai a voi se la chiamate corrente, siete avvertiti!

Tra le iniziative proposte, abbiamo presentato quella chiamata “Prima gli Elettori”. Trovare il materiale sull’iniziativa QUI. In breve, raccogliamo firme per una petizione che, a prescindere dal tipo di legge elettorale che sarà attuale durante le prossime elezioni, il Partito Democratico si impegni a convocare elezioni primarie libere e aperte per la scelta dei candidati alla Camera ed al Senato. Parlamentari scelti come i sindaci. Questo crediamo sia lo spirito per superare la crisi della politica e della democrazia alla quale siamo purtroppo abituati da 17 anni.

Presto faremo conoscere tutte le nostre iniziative. Nel frattempo, se volete rimanere aggiornati, il nostro blog lo trovate QUI e ovviamente ci trovate anche su Facebook.

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Il PD in piazza. Piazza di popolo tra luci ed ombre.

La piazza del PD ieri a Roma e’ sembrata convincente sotto certi aspetti. Una bella piazza di popolo, colarata, appassionata. Anzitutto vi suggerisco di leggervi il liveblogging dell’evento, sul sito del PD.

Ora qualche considerazione personale. Luci ed ombre dalla giornata di ieri.

Bene i contenuti, bene le proposte e il forte richiamo alla responsabilita’ (quella vera) di chi fa politica per il futuro del paese e delle future generazioni di Italiani:

“Noi chiamiamo tutto questo Ricostruzione. E’ il messaggio di Piazza San Giovanni. Ricostruzione. Ricostruzione della fiducia e della speranza. Ricostruzione di una democrazia costituzionale piena e funzionante. Ricostruzione di un patto sociale e di sviluppo sostenibile. Di una nuova mappa di diritti umani, civili, sociali e insieme di nuovi doveri e responsabilità verso gli altri”

“Nessuno sarà abbandonato, nessuna scelta sarà dimenticata ma il lavoro dei giovani sarà la bussola. Perché se l’Italia vuole avere un futuro deve mettere al lavoro la nuova generazione. Sappiamo anche da dove cominciare…dalla politica, dalla sua riforma…”

Parole che, sono sicuro, saranno tramutate in realtà a tempo zero una volta al governo. Perche’ quando al governo ci va gente seria e per bene, il paese si risolleva lavorando sodo e da subito con in testa solo il bene comune.

Mi rendo conto che Bersani, in un’ora di comizio, non puo’ trattare tutto lo scibile umano e le necessita’ del paese. Due parole in piu’ sulla democrazia non mi sarebbero dispiaciute, a cominciare dalla richiesta espressa verso la direzione nazionale, di primarie libere ed aperte per la scelta dei candidati al parlamento, petizione sostenuta da Prossima Fermata Italia.

E’ il momento di rivolgersi a tutti gli italiani, anche a quelli che fino ad oggi non ci hanno dato fiducia, perche’ sono disorientati e persi in questo momento.

Non mi sono piaciuti invece i richiami al partito. Richiami all’unita’ e al “Follow the leader” incondizionato, quando invece ci sarebbe bisogno di dialogare con tutte le anime di questo partito. Ora come non mai, ad ogni livello, e’ necessario convocare una assemblea seria, non una vetrina per i soliti volti ma uno spazio di discussione e di costruzione dell’anima di questo partito che ancora stenta a prendere il volo! Civati, Serracchiani, Zingaretti, anche Renzi… Tutte persone che hanno qualcosa da dire e che meritano ascolto, nonostante le differenze, nonostante i caratteri diversi. Nonostante simpatie ed antipatie.

Con i fischi a Renzi non andiamo da nessuna parte! Chiudere ogni dialogo ora e’ da irresponsabili. E due parole di richiamo in merito al rispetto delle opinioni non avrebbe stonato.

Altra cosa che non mi e’ piaciuta, la tristissima frase di Bersani sulla comunicazione.

“la comunicazione sta alla politica come la finanza all’economia”

Non ci siamo. Ma proprio per niente. Questa frase e’ lo specchio del disastro comunicativo del nostro partito. Forse Bersani confonde comunicazione (nel senso ampio del termine) con populismo. Si possono avere le migliori idee del mondo ma bisogna essere in grado di veicolarle con i giusti mezzi comunicativi e con i giusti modi. Come dice Civati, un errore comunicativo e’ subito tramutato in errore politico. Verissimo.

Il 2011 e’ l’anno di Twitter, di Facebook, della comunicazione a doppio senso e non tramite staff di persone che twittano al posto del segretario nazionale del primo partito del paese!

Impariamo dalla campagna elettorale dei democratici americani del 2007/2008. Come ho piu’ volte sottolineato a molti amici e compagni, oggi e’ arrivato anche il tempo di internet e delle nuove strategie comunicative. Non possiamo piu’ affidarci solo a volantini e gazebo (comunque importanti).

Oggi e’ anche giunto il tempo di far sentire la politica vicina alle persone, come e’ stato fatto durante la bellissima campagna elettorale per le amministrative milanesi! Il tempo del coraggio e delle parole coraggiose. A Roma, in Italia. Nel Lodigiano.

Di riti e parole di circostanza la gente e’ un po’stufa.

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