Ha suscitato un po’ di polemica una mia uscita su facebook ieri sera, sulle pagine di Dibattito Scienza.
Di contro, vorrei far notare il curriculum di Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute. Giovane, 41 anni… Diplomata al liceo classico. Punto. Ah, beh, fedelissima di Forza Italia dal 1997. Siamo in ottime mani a questo punto, altro che decreto Balduzzi. La prossima volta i decreti li faranno direttamente quelli delle Iene.
Ecco, vorrei chiarire.
Non critico il neo-ministro Beatrice Lorenzin (Ministro della Salute del governo Letta) per il fatto di non avere una laurea in medicina o affini. Non sarebbe corretto.
Ritengo però irrinunciabile il “principio di competenza” secondo il quale un minimo di capacità e di esperienza in un determinato settore deve essere una condizione sine qua non per lo scranno più alto di un Ministero della Repubblica.
Ebbene, il primo punto è questo: la Lorenzin ha indubbiamente una carriera parlamentare importante ma non ha mai partecipato a commissioni sul tema della sanità. In particolare, ecco i suoi incarichi passati:
- dal 15/01/2009: Componente Commissione permanente I Affari costituzionali- dal 03/11/2010: Componente Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale- dal 19/06/2008: Componente Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza
Come secondo punto, Beatrice Lorenzin rappresenta secondo me un cancro del sistema politico che ci accompagna dal 1946 ad oggi ovvero il feudalesimo di partito, quella pratica aberrante secondo la quale un giovane tesserato della formazione politica A o B viene automaticamente (o quasi) messo in qualche consiglio di amministrazione di società pubbliche partecipate quasi per anzianità di tesseramento e come plauso all’impegno nelle sezioni di partito. E’ un male che attraversa l’intero arco costituzionale, una pratica comune tanto a destra quanto a sinistra.
Chi fa o ha fatto politica sa benissimo che per fare militanza serve costanza ed impegno ma trovo sbagliato, tremendamente sbagliato premiare tale costanza con incarichi in aziende che vanno ad influire su aspetti concreti della vita nella comunità. Dov’è la meritocrazia in tutto ciò? Quando è stato fatto un serio approfondimento dei CV e delle competenze? E arriviamo nello specifico al Ministro Beatrice Lorenzin: perchè un tema delicato e complesso come la sanità viene affidato ad una persona che non ha meriti o competenze in tale ambito?
Il caso Stamina è solo l’ultimo di una serie di episodi nei quali un Ministro è stato chiamato a prendere una posizione e Renato Balduzzi, politico di lungo corso e con già alcune importanti esperienze nel campo delle politiche sanitarie, ha preso una decisione in merito evidentemente sbagliata. Come possiamo sperare che una persona senza le basi possa prendere decisioni migliori in tale senso in futuro?
A parere di chi vi scrive dunque, siamo di fronte ad una mera spartizione di poltrone senza arte ne parte. Ci sarebbero infine considerazioni squisitamente politiche da fare in merito all’assegnazione del Ministero della Sanità ad un rappresentante del PDL dopo i vari scandali che hanno toccato e stanno interessando regioni chiave come la Lombardia ma qui mi fermo. Queste considerazioni le lascio a voi.