Bilancio di un anno

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2013.Feet...

Un anno vissuto intensamente e pericolosamente, a cavallo tra due paesi molto diversi, a caccia di speranza, all’inseguimento di un sogno. Un’utopia forse.

Un anno pieno di volti nuovi, di strette di mano, di sorrisi e pacche sulle spalle (e come dice il saggio, le pacche sulle spalle sono solo a pochi centimetri da un calcio nel sedere).

Un anno passato talvolta a ricalcare le orme di Sisifo, che quando ti sembra di aver raggiunto l’obiettivo di tocca ripetere tutto da capo. Prova e riprova.

Non so dare un giudizio vero e proprio a questo 2013. Sono cresciuto ma forse non basta. Avanti…

 

Gas serra a “lunga vita”: una nuova minaccia per il global warming (da Scientificast.it)

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Factory

Dal secolo scorso l’industria chimica ha assunto un’importanza fondamentale nella nostra quotidianità, toccando con i suoi materiali sempre più innovativi ed efficienti ogni ambito dell’umano; a ragione il recente spot di una nota industria chimica recitava: “Contributo invisibile, successo garantito”. Ed è proprio così.

Con l’evoluzione dell’industria, la maggiore efficienza dei sistemi produttivi e l’avanzamento tecnologico, l’umanità si è sempre portata dietro purtroppo effetti indesiderati, culminati talvolta in incidenti di grande portata – come quello di Seveso (Lombardia) del 1976 – che portarono una notevole attenzione sulle questioni legate alla salute, all’ambiente e alla sicurezza dei siti potenzialmente pericolosi. Lavorando in quest’ambito, posso dire che oggi l’attenzione è altissima, in queste aziende, per quanto riguarda i processi e le tutele personali ed ambientali, fino a toccare il concept stesso dei materiali sviluppati, che sempre più devono sottostare a rigidi parametri limite per l’impatto ambientale e la tutela della salute di operatori e utilizzatori finali.

Eppure ancora scopriamo con rammarico gli effetti indesiderati e sconosciuti di alcune sostanze prodotte dall’uomo. E’ recentissimo il caso di un composto perfluorurato, la perfluorotributilammina (PFTBA) [...]

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Stamina passa alle maniere forti. La scienza però usi altre armi!

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Ripropongo sul mio blog un articolo pubblicato ieri su Scientificast.it

Benvenuti ad un nuovo appuntamento con “il sermone di PB”.
Oggi non vi parlerò di sirene o scie chimiche, privilegiando un discorso invece decisamente più serio e scottante, ovvero la salute degli esseri umani.

Sono rimasto sconvolto ieri nel vedere tante persone, tra cui diversi disabili, manifestare a Roma a favore di Stamina, nota azienda capitanata da Davide Vannoni e oggetto negli ultimi mesi tanto di un endorsement mediatico senza precedenti quanto di una sacrosanta presa di posizione della scienza medica a livello mondiale, immediatamente dichiaratasi scettica nei suoi confronti.

Insomma, in seguito allo stop del Ministero della salute, si torna alla carica portando i malati sulla soglia dei centri di potere, quasi con violenza. Visto che la possibilità di rosicchiare consensi sull’ordinario si riduce (per non dire si annulla, dato che a livello protocollare e scientifico il metodo Stamina fa più acqua di uno scolapasta), qualcuno cerca di fare il furbo sullo straordinario.

Normali sussulti delle civiltà decadenti. Dopotutto anche nel Medioevo mettevano le feci sulle ferite perché si riteneva che facessero bene, secondo le parole di qualche santo o monaco del tempo.
Stiamo tornando a quei tempi?
Spiace ribadirlo ma questa situazione di imbarbarimento è frutto di anni nei quali la politica non ha fatto altro che mortificare la scienza e la ricerca a favore di imbonitori e cialtroni. Ne ho già parlato in un recente articolo.

È fondamentale in questo caso che i parlamentari non agiscano sulla base del pensiero ricorrente “oddio cosa penserà di me la mia base elettorale?!?” (come sempre), ma pensino bene alle conseguenze di eventuali azioni conto il buon senso e la scienza. Una società dominata da impulsi mediatici non può che essere una distopia, sicuramente non il precursore di un futuro sereno per i nostri figli.

Voglio dedicare la seconda parte del sermone di oggi a chi si occupa di comunicare la scienza.
Ed è una critica, aspra. Sicuramente il sottoscritto non è un genio della comunicazione, non ha una formazione vera e propria in tal senso e ha l’unico pregio di aver individuato una strada sicuramente empirica, ma a quanto pare divertente ed apprezzata, per dire due o tre cose di scienza ad un ampio pubblico, coinvolgendo in questa avventura anche altre persone (blogger, podcast, programmatori, etc.) che la pensano allo stesso modo.
C’è però un andazzo sempre più diffuso, ultimamente, che si accosta a tanta divulgazione scientifica fatta bene; una moda incoraggiata in maniera a mio avviso esagerata anche da certe approvazioni “di peso” e che pretende di comunicare la scienza a suon di proteste, manifestazioni e contro-campagne di impatto. Qualcuno lo chiama “marketing” (ignorando probabilmente anche solo l’introduzione degli scritti di quel mostro sacro chiamato Kotler); io la chiamo “deriva pericolosa”.
Comunicare la scienza vuol dire, a mio modesto modo di vedere, rendere i contenuti accessibili, promuovendo nel proprio pubblico curiosità e determinazione a comprendere un tema e approfondirlo.
Cercare di comunicare qualcosa proponendo sempre una contrapposizione estrema, d’impatto, e, in qualche modo, violenta non può portare ad altro che ad una spirale di crescente belligeranza, a discapito totale di quel pubblico al quale vorremmo raccontare qualcosa di bello e positivo.

Invito quindi tutti ad una seria riflessione rispetto alla direzione che vogliamo prendere in futuro. Perché un conto è battersi per la cultura con le armi della cultura e un altro conto è battersi per la scienza con armi e modi che appartengono a chi la scienza la calpesta quotidianamente.

Mi rilancio… Dalla finestra

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Antique_windows_on_stone_houseOgni volta questo blog subisce una battuta d’arresto. Ogni volta cerco di ripartire ripromettendo a voi lettori una maggiore costanza. E un cambio di passo.

Si avvicina (questa volta davvero) la mia breve esperienza politica. Sto portando avanti un’ultima battaglia, quella per la candidatura alla segreteria del PD di Giuseppe Civati. Nel bene o nel male (sicuramente nel bene!) questa esperienza di concluderà l’8 Dicembre e volutamente non ho mirato a nessun ruolo attivo all’interno dei vari organismi più o meno locali.

Un po’ la mia vita di pendolare transalpino non me lo permette, un po’… Sono stanco.

La mia vita poi ha cambiato un po’ direzione con Scientificast.it (con le attività collaterali, diciamo “fantascientifiche”) e l’immenso lavoro che svolgo per questo sito con delle persone bellissime, nonostante le difficoltà siano quotidiane e spesso non di semplice soluzione.

Sono tornato alla scienza quando stavo quasi per dimenticarmene e questo mi ha dato una stupenda ragione di impegno personale.

E riparto da qui. Da una nuova grafica e da una nuova linea di contenuti. E speriamo sia la volta buona.

Mentana vs Twitter

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Mentana se la prende con Twitter. E lo fa con una leggerezza estrema, disarmante. E insieme a lui, in scia, ecco i sermoni di Roberto Saviano ed altri so-called VIP della rete italiana dei quali non sentivo affatto la mancanza.

Rispetto a quanto sottolineato da Arianna Ciccone di ValigiaBlu c’è poco da aggiungere. Dico solo che questa è la stessa mentalità per la quale la sinistra italiana da la colpa a Twitter e Facebook se perde le elezioni a favore del M5S; questa mentalità è il principale motivo per il quale un “decreto digitale” in Italia non funzionerà mai.

A breve, di questo passo, torneremo a parlare di agricoltura e di sussidi nel nostro paese. Perchè il problema non si risolve a suon di decreti. Qui bisogna proprio fare formazione sul tema digitale a partire dall’ABC. Con urgenza.

 

Cattivi maestri

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Hanno alimentato il sistema per anni, senza spendersi mai veramente nella vita reale della gente, nel lavoro, nello scorrere del tempo che scandisce la vita dei pendolari, delle famiglie, dei liberi professisonisti.
Si sono piegati alle logiche più malsane della politica per il proprio curriculum personale e ancora oggi si piegano a compromessi inverecondi per non perdere il posto acquisito.
Nutrono legioni di pupazzi che la pensano allo stesso modo e se ne stanno con il cappello in mano, aspettando il proprio turno.
Si circondano di gente che si appiattisce e non pensa, che pensare è una cosa cattiva.

E ancora parlano, si indignano, spiegano, insegnano… Cattivi maestri dai quali sarebbe meglio fuggire. Povera Italia addormentata.

Scientificast #37 in pillole…

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E’ online la puntata 37 di Scientificast.

Ecco in breve gli argomenti:

Crediti formativi e discrediti scientifici. Può la conferenza di un “ricercatore indipendente” senza crediti accademici valere crediti formativi per i ragazzi delle superiori? Io dico no…
Primavera ed allergie. Argomento di stretta attualità.
Samantha Cristoforetti. Scientificast ha avuto l’onore di intervistare l’astronauta italiana che partirà per la ISS nel Novembre 2014.
“Pane e bugie”, di Dario Bressanini. Cosa mangiamo? Sono sensate le prese di posizione sugli OGM e quant’altro?
Atomic Force Microscopy 2013, a focus on marine biology. Resoconto della scuola di specializzazione a tema.

Enjoy!

 

Lauree, competenze e ministeri. Ecco il ritorno del feudalesimo di partito

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Ha suscitato un po’ di polemica una mia uscita su facebook ieri sera, sulle pagine di Dibattito Scienza.

Di contro, vorrei far notare il curriculum di Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute. Giovane, 41 anni… Diplomata al liceo classico. Punto. Ah, beh, fedelissima di Forza Italia dal 1997. Siamo in ottime mani a questo punto, altro che decreto Balduzzi. La prossima volta i decreti li faranno direttamente quelli delle Iene.

Ecco, vorrei chiarire.

Non critico il neo-ministro Beatrice Lorenzin (Ministro della Salute del governo Letta) per il fatto di non avere una laurea in medicina o affini. Non sarebbe corretto.

Ritengo però irrinunciabile il “principio di competenza” secondo il quale un minimo di capacità e di esperienza in un determinato settore deve essere una condizione sine qua non per lo scranno più alto di un Ministero della Repubblica.

Ebbene, il primo punto è questo: la Lorenzin ha indubbiamente una carriera parlamentare importante ma non ha mai partecipato a commissioni sul tema della sanità. In particolare, ecco i suoi incarichi passati:
- dal 15/01/2009: Componente Commissione permanente I Affari costituzionali
- dal 03/11/2010: Componente Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale
- dal 19/06/2008: Componente Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza

Come secondo punto, Beatrice Lorenzin rappresenta secondo me un cancro del sistema politico che ci accompagna dal 1946 ad oggi ovvero il feudalesimo di partito, quella pratica aberrante secondo la quale un giovane tesserato della formazione politica A o B viene automaticamente (o quasi) messo in qualche consiglio di amministrazione di società pubbliche partecipate quasi per anzianità di tesseramento e come plauso all’impegno nelle sezioni di partito. E’ un male che attraversa l’intero arco costituzionale, una pratica comune tanto a destra quanto a sinistra.

Chi fa o ha fatto politica sa benissimo che per fare militanza serve costanza ed impegno ma trovo sbagliato, tremendamente sbagliato premiare tale costanza con incarichi in aziende che vanno ad influire su aspetti concreti della vita nella comunità. Dov’è la meritocrazia in tutto ciò? Quando è stato fatto un serio approfondimento dei CV e delle competenze? E arriviamo nello specifico al Ministro Beatrice Lorenzin: perchè un tema delicato e complesso come la sanità viene affidato ad una persona che non ha meriti o competenze in tale ambito?

Il caso Stamina è solo l’ultimo di una serie di episodi nei quali un Ministro è stato chiamato a prendere una posizione e Renato Balduzzi, politico di lungo corso e con già alcune importanti esperienze nel campo delle politiche sanitarie, ha preso una decisione in merito evidentemente sbagliata. Come possiamo sperare che una persona senza le basi possa prendere decisioni migliori in tale senso in futuro?

A parere di chi vi scrive dunque, siamo di fronte ad una mera spartizione di poltrone senza arte ne parte. Ci sarebbero infine considerazioni squisitamente politiche da fare in merito all’assegnazione del Ministero della Sanità ad un rappresentante del PDL dopo i vari scandali che hanno toccato e stanno interessando regioni chiave come la Lombardia ma qui mi fermo. Queste considerazioni le lascio a voi.

Restyling in corso

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Nelle prossime settimane. Per ripartire con più slancio, magari occupandosi di cose diverse (perchè la politica, nonostante sia ancora nei miei interessi, mi sta dando sui nervi e parecchio.

Insomma, qualche ritocco “di stile” ci sta.

A presto.